domenica 30 settembre 2007

Capitalismo e Vangelo



Emanale Severino sul Corriere di oggi (30.09.07) al Papa che aveva affermato che il capitalismo non è l’unico modello valido di organizzazione economica, obietta che non si può chiedere al capitalismo di avere come scopo il “bene comune” cristianamente inteso. “Il capitalismo è un agire complesso che però in ogni sua impresa ha come scopo il profitto non l’amore del prossimo”. Pur avendo come obiettivo il profitto, anche il capitalista può considerarlo un mezzo e non un fine. Il mezzo raggiunto può essere utilizzato per il fine del “bene comune”. Il filantropo Bill Gates può costituire oggi l’esempio più eclatante.
Ma al di là del caso specifico, vorrei sottolineare, riprendendo il commento alla parabola del buon samaritano già postata qualche tempo fa, che a mio avviso è proprio questa la filosofia del Vangelo. Ho detto Vangelo e non cristianesimo perché è vero che già negli Atti degli Apostoli si riscontrano le prime idee di comunismo evangelico. Ma nel Vangelo si apprezzano lo spirito di intraprendenza e di iniziativa e la creatività che sono alla base dello spirito capitalistico. La parabola del buon samaritano idealizza, (in contrapposizione proprio al sacerdote ed al levita) il mercante che non cambia vita ma continua a curare i suoi interessi e quindi il suo obiettivo del profitto, ma trova anche il modo per assistere in viandante malmenato dai briganti

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