mercoledì 19 novembre 2008

Amare Dio


"Dio è stanco di cercare l’uomo!". Così si espresso recentemente nell’omelia ad un funerale il mio parroco. Quale bestemmia nei confronti dell’onnipotenza di Dio!.. Ma in fondo è offesa a Dio anche l’affermazione che Dio “cerca l’uomo”. L’infinito non ha evidentemente nessuna necessità di cercare e di ritrovarsi nel finito. E’ al contrario il finito che dovrebbe trovare il modo di realizzarsi, cercando l’Infinito, sentendosi parte dell’Infinito. E’ questo in fondo il senso profondo della preghiera. Una riflessione sull’Infinito che è in noi, per costruire la nostra vita in questa prospettiva.
L’amore degli uomini verso Dio, se avesse un senso implicherebbe per converso un bisogno di Dio dell’amore degli uomini. Ma Dio Infinito ed onnipotente non ha bisogno evidentemente di alcunché. Per questo il comandamento di Gesù è amate i fratelli, non amate Dio. Amerete Dio implicitamente, aiutando i fratelli a riconoscere l’Infinito che è in ognuno di loro.
La preghiera ha quindi due facce da un lato è un gesto concreto verso i fratelli, dall’altro è una riflessione su noi stessi per riconoscerci partecipi dell’infinito e per misurare quindi gli atti concreti della vita di ogni giorno, alla luce di questa prospettiva.
E’ questo, a mio avviso il messaggio dei Vangeli (la verità che ci rende liberi!)che ho cercato di interpretare nella ricostruzione fantastica della vita di Gesù nel romanzo, del quale riporto la copertina.
"La verità ci rende liberi" - Edizioni Boopen (www.boopen.it)

1 commenti:

Anonimo ha detto...

necessita di verificare:)